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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Dopo quasi un anno di lavoro è stato finalmente presentato alla stampa e al pubblico il dossier sullo stato del pendolarismo in Italia. Quasi 150 pagine di dati, osservazioni, esempi di problemi e disservizi, oltre che di documenti ufficiali e, non ultime, proposte per avviare un processo di concreto miglioramento del servizio.
Un lavoro corale, frutto della collaborazione di decine di comitati di pendolari sparsi in tutta Italia e che si sono uniti nel comune sforzo di fare emergere una realtà tanto importante quanto disconosciuta e bistrattata.
L’iniziativa, che si è tenuta presso la Casa della Cultura di Milano, è stata organizzata da Federconsumatori che ha sin dall’inizio appoggiato il progetto e contribuito attivamente alla sua realizzazione.
L’incontro, cui erano stati invitati Governo, Regione Lombardia, Trenitalia e tutti i rappresentanti delle forse politiche, ha visto la partecipazione degli onorevoli Mario Tullo e Mario Lovelli del Partito Democratico, membri della Commissione Trasporti della Camera; di Giorgio Povegliano, esponente per i Trasporti del Governo Ombra del Partito Democratico; di Giancarlo Laguzzi, direttore della divisione passeggeri di Trenitalia, presente con una nutrita rappresentanza dell’Azienda ferroviaria. Presenti inoltre molti esponenti di Associazioni e Comitati di Pendolari provenienti dal Nord ma anche dal Sud Italia, come testimonia la presenza di un comitato palermitano: vi erano tra gli altri Giorgio Dahò, dei Pendolari Lombardi, Ettore Fittavolini, dei Pendolari Piacentini, Fabio Petrocchi dei Pendolari Piemontesi. Molti altri comitati impossibilitati a presenziare hanno mandato i loro saluti e il plauso all'iniziativa. Presenti i rappresentanti di Federconsumatori Emilia Romagna, Beppe Poli, della Liguria, Carmela Minniti, e del Piemonte, Giovanni Dei Giudici e inoltre una nutrita rappresentanza di esponenti del sindacato dei ferrovieri.
Giacinto Brighenti, presidente lombardo di Federconsumatori, ha fatto gli onori di casa e introdotto la presentazione del lavoro fatta dal Vicepresidente Nazionale, Sergio Veroli, che bene ha inquadrato le problematiche caratterizzanti il trasporto ferroviario: carenza di risorse e rimpallo di responsabilità tra enti locali, governo, gestore del servizio. In mezzo stanno come sempre gli utenti, che sono gli unici a subire le conseguenze di questa incapacità organizzativa e della mancanza di una reale volontà politica di affrontare in modo serio la questione dei pendolari.
Sonia Zarino, tra i curatori della ricerca, ha avuto il compito di illustrare il dossier mettendo in evidenza le maggiori criticità riscontrate dai pendolari (ritardi, carenze igieniche, soppressioni, tempi di percorrenza, giungla tariffaria, decadenza della sinergia tra treni regionali e di lunga percorrenza…), così come le molte e variegate proposte per avviare un processo di miglioramento del servizio: dall’istituzione di authority regionali alla semplificazione tariffaria, dall’acquisto di nuovi rotabili ad una efficace progettazione dell’orario, dalla riduzione dei tempi di percorrenza alla semplificazione delle possibilità di acquisto del biglietto…e molte altre ancora che si possono leggere nel dossier.
L’on. Lovelli ha fatto un interveto illustrando le recenti attività della Commissione Trasporti, che ha visto la recente audizione di Trenitalia sul nuovo Contratto di Servizio. Gli on.li Tullo e Lovelli, dopo aver attentamente ascoltato le relazioni illustrative del dossier, hanno invitato Pendolari e Consumatori ad una prossima audizione presso la Commissione Trasporti, che verrà al più presto calendarizzata.
Ettore Fittavolini ha messo in evidenza la situazione sempre più difficile del trasporto regionale, caratterizzato da aumenti ingiustificati di tariffa e penalizzazioni orarie, che vedono tempi di percorrenza sempre più dilatati.
Giancarlo Laguzzi ha illustrato il documento presentato in sede di audizione presso la Commissione Trasporti prendendo le difese dell’AV ammettendo però che il servizio ferroviario è in grado di “reggersi” commercialmente solo su certe tratte (una netta minoranza) mentre la grande maggioranza della rete italiana necessita il sostegno dello Stato e degli Enti Locali per potersi mantenere. Tende anche una mano ai pendolari quando afferma che è grazie all’attivismo dei comitati se le problematiche delle ferrovie sono ora sotto i riflettori, e anche il recente stanziamento di risorse contenute nel decreto anti-crisi è probabilmente, in parte, il frutto di quella mobilitazione.
Giorgio Povegliano ha posto con urgenza la questione dell’utilizzo delle risorse stanziate proponendo quali priorità la risoluzione del problema dei nodi ferroviari, l’acquisto di nuovi treni e il riequilibrio della quota di risorse da destinare al ferro rispetto a quella da destinare alla gomma. Sulla liberalizzazione, sì ad una leale apertura a competizioni che siano vantaggiose per il pubblico, ma no ad una privatizzazione del servizio.
Ha annunciato inoltre che il 10 marzo, organizzata dal Partito Democratico, si terrà a Roma una Conferenza Nazionale sul Trasporto, e alla quale sono invitati anche i Pendolari e le Associazioni di Consumatori. Il PD aderisce infine anche alla manifestazione indetta per il 5 febbraio a Roma per testimoniare l’impegno in favore del trasporto pubblico e nei confronti dei pendolari.
Il dossier verrà presentato a Genova lunedì 2 febbraio alle ore 11.00 presso la Provincia di Genova, verrà quindi pubblicato sul sito di Federconsumatori e sul blog del Pendolari Liguri, liberamente scaricabile e pubblicabile (previa citazione delle fonti), con l’auspicio di ottenere la massima diffusione tra i comitati di pendolari e quanti hanno a cuore la risoluzione delle problematiche del TPL.
Dopo le penalizzazioni delle tracce orarie dei regionali causati dall'ingresso dell'AV, gli aumenti degli abbonamenti IC, la fine dell'integrazione tra treni regionali e di lunga percorrenza, ecco un'altra bella (si fa per dire) sorpresa targata Trenitalia: l'aumento di circa il 10% degli abbonamenti sovraregionali. Come si sa, la tariffa sovraregionale è da tempo nel mirino di Trenitalia perchè considerata troppo "conveniente": a volte conviene (ormai, conveniva?) persino fare l'abbonamento partendo dalla prima stazione fuori della propria regione, perchè con la tariffa sovraregionale si paga (o, forse, si pagava) di meno rispetto alla tariffa regionale. Trenitalia ha deciso di ridurre fino ad azzerare questo piccolo ma importante vantaggio, retaggio della defunta tariffa nazionale, e già nel 2007 aveva chiesto un aumento secco del 30% per questa tariffa, aumento che, a seguito di un accordo sottoscritto in sede di Conferenza delle Regioni si decise di spalmare su 3 anni. Questo che sta arrivando dovrebbe essere quindi la terza tranche di quell'aumento. Certo, se nel frattempo si fosse dimostrato di utilizzare quei denari in più per migliorare il servizio regionale ed interregionale, forse ci sarebbe maggiore disponibilità ad accettare questo ennesimo aumento: ma nella attuali condizioni, è davvero difficile da digerire. Il servizio è, se non da orario, ridotto nei fatti: le soppressioni rendono, specie su certe tratte, persino incerto l'arrivo del treno. Chi ha i dati dovrebbe mostrarli e denunciare la situazione, non è accettabile passare sopra a mancanze di una tale gravità. Le nostre linee sono sempre più disastrate e fatiscenti, mentre si ha il coraggio di dire che grazie all'AV il Paese è più moderno ed avanzato...e allora perchè il PIL cala? Non è solo perchè c'è la congiuntura, anche prima eravamo agli ultimi posti. Il PIL cala perchè non si ha la minima nozione di come realmente si sostiene una economia: non di certo concentrando gli sforzi su pochi costosissimi progetti, mentre l'effetto moltiplicatore lo si ottiene piuttosto innervando tutto il territorio di infrastrutture non necessariamente faraoniche, ma sufficienti per fare arrivare ossigeno a tutti i tessuti produttivi. Noi in Italia facciamo esattamente il contrario: deprediamo i tanti per favorire i pochi, anzi i pochissimi: e questo hanno il coraggio di chiamarlo progresso. Un famoso capitalista come H.Ford diceva esattamente il contrario, ossia che c'è vero progresso solo quando è per tutti e io sono d'accordo con questa affermazione. Non ci sembra giusto, pertanto che tali aumenti vengano messi in atto, poichè troppe sono state negli ultimi tempi le tegole che si sono abbattute sui pendolari e sugli utenti del TPL: chiediamo per questi aumenti una ulteriore proroga di almeno un anno. Che il Governo, proprietario al 100% di Trenitalia, si faccia carico di questa misura volta ad alleggerire almeno in minima parte le casse dei pendolari e le Regioni portino avanti questa richiesta, motivata dalle tante novità negative che hanno caratterizzato il TPL negli ultimi mesi. Questi aumenti non sono giustificati da nulla, e in specie da miglioramenti del servizio che non si sono verificati, ad onta delle promesse fatte a suo tempo. Anche per questo è importante fare sentire la nostra voce e portare la propria testimonianza di presenza e di iniziative.
I disservizi verificatisi in questi giorni di maltempo sulle linee ferroviarie della Liguria sono una ennesima testimonianza della carenza organizzativa e strutturale in cui versa il servizio. Proprio quando sarebbe stato più necessario offrire alternative al mezzo privato, con la scusa del maltempo si sono soppresse corse ed effettuate limitazioni. Il maltempo era ampiamente previsto, quindi in teoria si sarebbero potute predisporre adeguate contromisure, perché allora non si è provveduto in tal senso? Trenitalia e RFI hanno come sempre gestito l’emergenza decidendo autonomamente come assicurare il servizio, e come sempre il risultato è stato quello di penalizzare l’utenza. Ritardi, soppressioni, marciapiedi resi pericolosi da neve non spalata, informazioni intempestive.
Unanime quindi il coro di proteste da parte di utenti e pendolari, che hanno subito notevoli disagi non sempre così inevitabili. Il nostro blog ne è la dimostrazione.
Proprio per questo stupiscono, e non poco, le dichiarazioni fatte da esponenti politici del centrodestra che prendono a pretesto questa situazione utilizzandola in chiave politica per attaccare la Regione Liguria e un comitato di pendolari, il nostro, che da anni si batte per i diritti degli utenti.
Un comitato che è sempre stato aperto a tutte le istanze e ha collaborato con chiunque volesse davvero, e non a parole o in modo strumentale, impegnarsi per il miglioramento delle cose.
Che ha partecipato a incontri, dibattiti, iniziative in tutta Italia, promosso eventi e lanciato sondaggi cui tutti erano chiamati a esprimere la loro opinione.
Abbiamo collaborato con la Regione individuandola quale soggetto responsabile del TPL, e abbiamo dimostrato che il dialogo paziente, gli incontri, l’elaborazione di progetti possono davvero dare dei risultati. Forse è questo che dà un po’ fastidio, ce ne dispiace. La Regione ha preso coscienza del problema e se ne sta facendo carico, i bonus prima e i 600.000 euro per la Carta Tutto treno lo dimostrano.
Il vero problema è che Trenitalia è completamente fuori controllo, e decide autonomamente facendo il bello e il cattivo tempo, senza preoccuparsi di informare né la Regione, né gli utenti delle decisioni che prende in base alle sue convenienze (la decurtazione di carrozze dell’IC 504 lo dimostra). Solo il Governo può chiedere a quella che è una sua azienda (partecipata al 100% dal Ministero del Tesoro) di comportarsi diversamente.
Se la mobilità è una questione sociale, come da anni andiamo ripetendo, la si affronti con questo punto di vista, ma senza demagogia. Il Governo e quindi Berlusconi, attualmente, mettano i soldi e le Regioni bandiscano le gare per scegliere soggetti affidabili, con tutte le garanzie necessarie. Si facciano le Authority per regolare i rapporti tra aziende e uniformare standard, orari, tariffe, ecc. perché solo attraverso l’effetto rete si potranno aumentare le prestazioni del sistema senza cadere nella frammentazione e negli sprechi.
Sono cose che, noi, diciamo da anni, a tutti coloro che vogliono sentire, di destra come di sinistra.
Quanto alla carta Tutto Treno, che abbiamo ottenuto grazie alle risorse aggiuntive messe a disposizione dalla Regione, la riteniamo un grande passo avanti rispetto alle prime ipotesi avanzate dalla stessa Trenitalia, che andavano dal dover fare due abbonamenti a pagare fino al 70% in più al mese per usare sia regionali, sia IC ed ES. C’è comunque un aumento per chi usa regionali e IC (mentre chi usa solo regionali non ha subito, almeno per ora, aumenti), ed è ingiustificato dal servizio reso, lo abbiamo detto anche noi, ma intanto abbiamo ottenuto un notevole miglioramento delle condizioni che Trenitalia avrebbe potuto comunque imporre, data la sua autonomia decisionale per quel che riguarda la lunga percorrenza. La Regione si è fatta carico di un problema che in realtà competeva allo Stato, e quindi all’attuale Governo, dato che ha messo risorse per pagare un servizio “commerciale”, in teoria non di competenza della Regione.
Mi auguro che con la stessa forza con cui si attacca la Regione ci si rivolga al Governo per chiedere risorse e mettere i pendolari in condizioni di viaggiare in modo decente, quindi più saremo a chiederlo, meglio sarà.
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10/09/2010 @ 15.44.12
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