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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Stazione ferroviaria di Genova Brignole, 8.30 di mattina. La scena si ripete come ogni giorno, da un po’ di mesi oramai: folla sui binari, in attesa, e schermi pubblicitari che sparano a tutto volume inviti a vedere film, a comprare cibi e bevande, fotocamere e altri gadget.
Il fenomeno non è certo di quelli che passano inosservati, se non altro per la maleducazione con cui questi messaggi si insinuano nella quotidianità delle persone che, dal canto loro, vorrebbero solo prendere un treno in santa pace.

Eh no, troppo comodo! (mi sembra di sentire tuonare, dal suo mega-ufficio, Moretti, il Sommo Ingegnere), tu, che paghi già poco rispetto alle tariffe europee, vorresti anche viaggiare senza ulteriori fastidi (ritardi e soppressioni a parte, beninteso)? Vorresti poter sentire solo annunci di arrivi e partenze, e non qualche consiglio per gli acquisti? Eh no, caro, beccati sta merendina, cuccati questo film panettone!
 
Sono molti i pendolari che hanno scritto al Coordinamento per denunciare questo ennesimo disagio, e dopo aver fatto alcune ricerche presso Provincia e Comune, chiedendo chiarimenti ai rispettivi uffici Rumore, la conclusione è stata che solo le Ferrovie stesse possono effettuare controlli entro il perimetro della Stazione e decidere se i livelli sonori sono accettabili oppure no. Come dire, il controllato controlla se stesso e decide di conseguenza.
 
Fosse stato un normale esercizio pubblico, andavano l’Arpal o i vigili, ma sono le ferrovie, che diamine! Come dire, i panni sporchi si lavano in famiglia. Ma che detesivo utilizzino, questo è davvero un mistero.
 
Del resto, lo avevamo detto subito: quando apparvero le prime pubblicità “mute” dicemmo che erano inefficaci, non se le filava nessuno, e proponevamo di mettere almeno metà schermo dedicato agli orari, comodamente consultabili sui binari. Questo avrebbe a nostro avviso migliorato la percezione anche delle stesse pubblicità, che sarebbero state messe in relazione ad un servizio utile per i passeggeri. La risposta è stata invece quella di mettere il sonoro, e che sonoro, che risulta fastidioso per la stragrande maggioranza, con quali conseguenze per il gradimento della pubblicità lo lasciamo immaginare.
 
Resta il problema dell’inquinamento acustico, che a questo punto ci chiediamo come possa essere risolto, e se il disagio avvertito dalle persone non debba contare nulla nelle scelte che l’ente gestore delle ferrovie compie ogni giorno in completa autonomia.
 
Le stazioni perdono ogni giorno funzioni essenziali al trasporto pubblico e si trasformano sempre più in centri commerciali che impoveriscono, invece che arricchire di funzioni, gli spazi delle stazioni stesse.
Questo è un fatto molto grave, che contribuisce non poco al decadimento del trasporto pubblico nel suo complesso.
 
Cordiali saluti e, come sempre, buon viaggio!
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Cari Amici,
archiviata la bella manifestazione di Roma, occorre al più presto passare ai fatti. I Contratti di Servizio sono in via di definizione, ma occorre fare molta attenzione in quanto sappiamo che Trenitalia farà sentire tutto il suo peso di monopolista, cercando di imporre a suo piacimento le regole che sarà chiamata a rispettare.

Moretti ripete che non si può andare sotto i sei anni di contratto per permettere adeguati investimenti, stanno chiedendo un corrispettivo a ore, ben sapendo che negli anni i tempi di percorrenza (a parità di numero di fermate) sono sempre aumentati, vogliono introiti tariffari su valori parametrici uguali in tutta Italia e, per di più un treno sarebbe considerato “puntuale” se solo avesse un ritardo inferiore agli 8 minuti!!!!

Vorrebbero inoltre penali simboliche da far pagare al più alle ditte in subappalto, che continuerebbero a fornire servizi scadenti fatti da personale sottopagato.

Le penali e i bonus ai pendolari sono in verità la bestia nera di Trenitalia, il suo spauracchio, tanto è vero che se le regioni ne vogliono introdurre di “veri” ossia di severi e pesanti, occorre pagare di più per il Contratto di Servizio: ma così facendo le penali cosa diventano, se non una partita di giro?

Questo è il motivo per cui Trenitalia sta chiedendo molto di più alle Regioni, al di là di tutte le ragioni accampate.

Per quanto riguarda le Regioni, quello che dovrebbero fare, e stanno facendo solo in piccola parte, è applicare alla lettera la L. 244/07 (Finanziaria 2008), che prevede che "in sede di stipula dei contratti di servizio gli enti locali sono tenuti ad applicare le seguenti disposizioni:
  • previsione dell'obbligo per il soggetto gestore di emanare una "Carta della qualità dei servizi", da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con le associazioni di tutela dei consumatori e con le associazioni imprenditoriali interessate, recante gli standard di qualità e di quantità relativi alle prestazioni erogate così come determinati nel contratto di servizio, nonché le modalità di accesso alle informazioni garantite, quelle per proporre reclamo e quelle per adire le vie conciliative e giudiziarie nonché le modalità di ristoro dell'utenza, in forma specifica o mediante restituzione totale o parziale del corrispettivo versato, in caso di inottemperanza;
  • consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori;
  • previsione che sia periodicamente verificata, con la partecipazione delle associazioni dei consumatori, l'adeguatezza dei parametri quantitativi e qualitativi del servizio erogato fissati nel contratto di servizio alle esigenze dell'utenza cui il servizio stesso si rivolge, ferma restando la possibilità per ogni singolo cittadino di presentare osservazioni e proposte in merito;"
Occorre ripartire dalla L.244, e darle finalmente piena applicazione. Lo chiediamo alle Regioni, perché diversamente ci si avvierebbe a soluzioni di compromesso che sarebbero gravemente lesive dei diritti dei pendolari.

Chiediamo anche che nel nuovo contratto di servizio vengano introdotti criteri e parametri che tengano finalmente conto del concetto di qualità del servizio visto dal punto di vista dell’utente, che è quello che a noi interessa maggiormente.

La piattaforma allegata (in bozza) si pone l’obiettivo di dare attuazione alla citata L. 244 e di avviare un costruttivo confronto con le Regioni e tutti i soggetti coinvolti, pendolari e consumatori in primis. Alleghiamo anche le linee guida del CdS adottate dalla regione Lombardia, che consideriamo condivisibili e un utile esempio anche per le altre Regioni.

Proponiamo la piattaforma all'attenzione dei pendolari e delle associazioni di consumatori invitando tutti ad esprimere osservazioni e proporre migliorie da apportarvi allo scopo di creare un documento che i vari coordinamenti possano autonomamente presentare alle proprie Regioni chiedendo di aprire subito un confronto in merito alla definizione del Contratto di Servizio.

L’invito è esteso a tutti i comitati di pendolari e le associazioni di consumatori che condividono i contenuti della piattaforma stessa.

Grazie anticipatamente a quanti vorranno contribuire con proposte e suggerimenti: è urgente muoversi su questo fronte per non arrivare a giochi già fatti.
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Non bastavano le supermulte, in grado di lievitare fino a 200 euro e più in pochi giorni: ora per chi non paga in fretta scatta la cartella esattoriale e tanti saluti.

Sulla Gazzetta Ufficiale numero 34 dell’11 febbraio 2009 il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanza, del 16 gennaio 2009, autorizza Trenitalia alla riscossione coattiva, mediante l’iscrizione a ruolo, dei crediti derivanti dalla constatazione di irregolarità di viaggio a bordo dei propri treni e dalle previste sanzioni da comminare ai trasgressori.

Con questo nuovo “strumento” le Ferrovie, con la “collaborazione” di Equitalia, “contano di arginare ancora ulteriorente il problema dell’evasione, che grazie a un’attenta campagna condotta da Trenitalia si è ridotto negli ultimi due anni intorno al 2.5%.”

Il provvedimento permetterà a Trenitalia di recuperare i crediti relativi ai mancati pagamenti delle multe elevate ai viaggiatori senza biglietto e avrà valore retroattivo per tutte le multe già effettuate.

In questo contesto, il Gruppo Ferrovie dello Stato ricorda che i biglietti ferroviari devono essere acquistati prima di salire a bordo e convalidati prima della partenza, ad eccezione di quelli con prenotazione obbligatoria (AV, Eurostar, Intercity Plus), che non richiedono vidimazione.

Benissimo: ma come la mettiamo con la difficoltà crescente di acquistare e anche di vidimare i biglietti, dato che:
  • Sono sempre di più le biglietterie chiuse
  • Sono sempre tantissime le emettitrici guaste e quelle funzionanti sono spesso difficili da usare
  • Sono tante anche le obliteratrici non funzionanti
  • Non tutti usano Internet o ne possono disporre al momento della necessità
  • Non sempre vi sono punti vendita aperti specie in certi orari (notturni) e giorni (festivi)
Ancora una volta Trenitalia si adopera contro i suoi stessi utenti e non fa nulla per coloro che si trovano nelle reali difficoltà di cui sopra. Invece che trovare soluzioni concrete preferisce proseguire con la linea delle grida manzoniane che sono tanto più roboanti quanto inefficaci, e servono solo ad approfondire il solco con gli utenti, che sono le vere vittime dei tanti disservizi delle ferrovie. E lo Stato, azionista di riferimento di Trenitalia, che fa? Avvalla questa scelta sciagurata? Chiediamo che tale provvedimento venga al più presto revocato: oppure vogliamo arrivare al pignoramento dei mobili per pagare una multa, magari ingiustificata?

Chiediamo ai nostri rappresentanti al Governo ed in Parlamento che si facciano promotori dell’abrogazione di questo decreto vessatorio e iniquo, e che le sanzioni pagate (non tramite cartelle esattoriali) vengano destinate al miglioramento della rete di vendita dei titoli di viaggio.

Cordiali saluti e, come sempre, buon viaggio!
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Pioggia? Vento? Noi pendolari siamo abituati a ben altri disagi, e nonostante il tempo atmosferico non fosse clemente, la manifestazione si è svolta come da programma di fronte a Montecitorio.
Giovedì 5 febbraio ci siamo ritrovati in tanti, provenienti da diverse regioni d’Italia, tutti uniti per dire no allo smantellamento del trasporto ferroviario regionale, no ai treni carretta dove viaggia il 95% dei passeggeri, no alla separazione tra lunga percorrenza e trasporto regionale; si all’integrazione di tutti i mezzi di trasporto pubblico, alla semplificazione tariffaria, alla diminuzione dei tempi di percorrenza e al rinnovo urgente del parco rotabile.

La giornata è iniziata all’alba per i molti pendolari che dalla Liguria, dal Piemonte, dalla Toscana, dall’Umbria, dalle Marche e dal Lazio si sono mossi alla volta della Capitale. Noi della Liguria, con i colleghi del Piemonte abbiamo fatto il viaggio insieme ai rappresentanti dei Consumatori e all’assessore Vesco che, non appena giunto nella stazione di Roma Termini ha srotolato un lungo striscione dove campeggiava la scritta: “Governo Berlusconi: più risorse per il trasporto ferroviario regionale”.

Arrivati a piazza Montecitorio, abbiamo allestito il presidio insieme ai colleghi delle altre regioni a loro volta dotati di striscioni, cartelli e megafoni. Presenti al presidio con tanto di gonfalone anche diverse amministrazioni provinciali e comunali, gomito a gomito con i pendolari armati di fischietto e campanacci: istituzioni più composte certo ma non meno determinate a richiedere risorse per il trasporto pubblico.
Sono state numerose anche le attestazioni di solidarietà giunte alla manifestazione: Legambiente ha partecipato con una delegazione, altri come il sindacato di base dei ferrovieri hanno inviato per e-mail la loro adesione. Presenti sul posto anche i vertici nazionali di associazioni di Consumatori quali Federconsumatori ed Assoutenti, nonché personalità del mondo della politica e del sindacato.

Un primo risultato è stato l’incontro dei manifestanti con alcuni rappresentanti della Commissione Trasporti della Camera. Gli on.li Mario Lovelli e MarioTullo (PD) e Sandro Biasotti (PDL) hanno informato i presenti circa l’approvazione di tre distinte mozioni che chiedono al Governo di adoperarsi perché vengano, almeno, mantenute le risorse previste per i Contratti di servizio, perché l’Alta velocità non significhi il peggioramento del trasporto regionale e perché non vengano ulteriormente tagliate le tracce dei treni locali negli anni futuri.

A dare manforte all’Ass. Vesco era presente “sulle barricate” anche l’Ass. ai Trasporti della Regione Piemonte, Daniele Borioli, che ha sottolineato come sia urgente procedere al riparto delle risorse tra le varie regioni. Anche per Vesco è urgente conoscere l’esatto ammontare delle disponibilità finanziarie per poter procedere alla definizione dei Contratti di Servizio che sono scaduti da più di un anno e in carenza dei quali non vi è certezza sul mantenimento degli attuali livelli, già alquanto scarsi. Le risorse stanziate sono, è vero, insufficienti rispetto alle richieste, però si proceda almeno ad un riparto veloce tra le regioni, che hanno da tempo quantificato le loro richieste.

Circa il problema dell’acquisto dei nuovi rotabili, abbiamo avuto notizia dell’avvenuta presentazione di un disegno di legge (firmatari: Meta, Lovelli, Velo, Tullo, Boffa, Bonavitacola, Carra E., Fiano, Merlo G., Sarubbi, Martino, Trappolino, Ceccuzzi) che ha lo scopo di finanziare i famosi “1000 treni” mai realmente messi in programma nonostante le promesse dei Governi di ogni colore. Se si pensa poi che occorrono tre anni dall’ordine alla consegna del treno, appare chiaro che occorre anche in questo caso agire con una estrema urgenza. Se non temessimo di apparire irrispettosi delle procedure legislative, non esiteremmo a richiedere, per questo motivo, l’utilizzo del decreto legge: ci pare che in questo caso, come e più di tanti altri, i motivi dell’urgenza sussistano eccome!

Una delegazione di pendolari e consumatori, guidata dall’Ass. Vesco, ha poi incontrato anche il presidente della commissione Trasporti del Senato, Luigi Grillo, al quale è stata consegnata la piattaforma rivendicativa della manifestazione e una copia del “Libro nero delle ferrovie”, il dossier recentemente realizzato grazie alla collaborazione di numerosi comitati di pendolari. L’auspicio è che la lettura di questo dossier possa costituire un utile punto di partenza per le decisioni che il Governo dovrà assumere, speriamo presto, in tema di trasporto pubblico.

La manifestazione è stata un successo: tante persone, sacrificando un giorno di ferie e a loro spese si sono recate fino a Roma per chiedere il rispetto di quello che è un loro diritto, ossia una mobilità degna di un Paese civile. Manifestanti e gonfaloni, cittadini e istituzioni per una volta insieme a richiedere non privilegi, non vantaggi di casta o di categoria, ma il rispetto di quello che una volta si sarebbe chiamato un patto sociale, e la difesa di un servizio pubblico che, come tanti altri in questi ultimi anni, non si è mai smesso di demolire, svilire, depauperare. Un bell’esempio di impegno civile, prezioso in questi tempi cupi dove a dominare è l’egoismo e il particolarismo.

E’ stato davvero un bel segnale: chiaro, pulito, come i visi dei nostri colleghi costretti a viaggiare su carrette indecorose, senza informazioni, senza assistenza: vite sospese tra un treno in ritardo e uno che non arriva, costrette a rinunciare a ore e ore di vita e di lavoro macinate nei ritardi, nelle soppressioni, nei disagi continui di cui Trenitalia si “scusa per il disagio”, non sapendo di alimentare, così facendo un risentimento ancora più esacerbato.

E ora, in attesa di vedere se le promesse si realizzeranno davvero, che fare, come proseguire nella nostra azione di stimolo e di controllo, di denuncia ma anche di proposta? Intanto mi pare importantissimo continuare a fare rete, tutti insieme, troviamo le forme, troviamo i modi, cerchiamo di diffondere intanto il nostro lavoro, il “Libro Nero delle Ferrovie”, stampiamone una copia e doniamolo ai nostri sindaci, ai nostri consiglieri regionali, agli assessori e deputati: chiediamo di discutere, magari in pubbliche assemblee, dei problemi dei pendolari, cerchiamo di fare opinione e chiediamo che il problema sa messo al centro dell’azione amministrativa, locale e centrale.

Diffondiamo anche presso i media le notizie di quanto facciamo, creiamo opinione e cerchiamo il consenso intorno ai temi del trasporto pubblico: già il fatto di diffondere i dati del disastro, mettere in guardia sulle conseguenze nefaste di un crollo del servizio pubblico è una cosa essenziale, che deve vederci tutti protagonisti in prima persona.

Teniamoci in contatto, scambiamoci idee per azioni fattibili contemporaneamente in tante diverse realtà, per dare un significato più ampio a rivendicazioni che si cerca sistematicamente di minimizzare, di regionalizzare, di ridurre alla dimensione di protesta di comitato e quasi di quartiere. La questione del trasporto pubblico regionale (e interregionale) deve diventare, sempre di più, una questione nazionale: accanto agli altri grandi temi del lavoro, dello stato sociale (di cui è parte integrante) della sanità, della scuola.

Un caro saluto e, come sempre, buon viaggio!
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Fino ad oggi alla cura del ferro sono andate solo le briciole: il risultato? Trasporto ferroviario anemico e ultimamente in forte debito di ossigeno! Mancano adeguate risorse per chiudere i nuovi contratti di servizio e soprattutto per l'acquisto di nuovi rotabili. Investire nelle infrastrutture ferroviarie può essere inoltre una grande occasione di rilancio economico e per creare nuova occupazione, per una economia fondata sulla produttività del lavoro.
 
La Regione Liguria ha lanciato l'idea di una manifestazione aperta a Enti, Comitati e Associazioni per chiedere al Governo impegni concreti in favore del trasporto pubblico locale e dei suoi utenti : vieni anche tu, e diffondi la notizia!!!
 
5 febbraio - Ore 12.00, piazza Montecitorio, Roma
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Di ComitatoUFAB (del 01/02/2009 @ 19:34:43, in Dai Pendolari Liguri, linkato 277 volte)
Cari Amici e Colleghi,
come sapete venerdì scorso a Milano abbiamo presentato il "libro nero delle ferrovie", che molti di voi hanno contribuito ad arricchire con dati, episodi, fotografie, testimonianze e osservazioni. Domani, lunedì 2 febbraio, verrà presentato a Genova, presenti media e autorità locali, associazioni, cittadini.
 
L'auspicio è che queste iniziative si ripetano in tante città italiane, dovunque esista un comitato di pendolari o comunque un interesse a far sì che il TPL sia messo al centro del programma di Governo.
 
Questo documento non vuol essere solo una fotografia, statica per quanto esaustiva: esso mira a raggiungere una vita propria, aggiornandosi continuamente ed arricchendosi di dati e testimonianze che tutti siamo chiamati a fornire.
 
L'idea è di pubblicare il tutto su wikipedia così da aprire al massimo l'opera a quanti vorranno contribuire al suo mantenimento.
 
Per il momento allego il link da dove potete scaricare il dossier e pubblicarlo sui vostri siti, diffondendolo quanto più possibile...
http://groups.google.it/group/pendolari-liguri/web/Rapporto%20Pendolari%2008.pdf
 
Ancora grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato, faticoso certo ma davvero importante e che sta avendo un buon riscontro mediatico. Teniamo viva l'attenzione sui nostri problemi, è il solo modo per far sì che scaturiscano fattivi impegni da parte di chi ha un potere decisionale sulla questione dei trasporti.
 
Cordiali saluti,
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09/09/2010 @ 8.48.39
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