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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Giovedì 2 aprile 2009 siamo stati invitati da Trenitalia, Direzione Regionale Veneto, ha invitato le Associazioni della Clientela con lo scopo di illustrate le azioni previste sull’orario, quelle di miglioramento della qualità dei servizi e di avviare l’approfondimento delle indicazioni della clientela.
Un'altro obiettivo dell'incontro è qullo di dare continuità e valenza al confronto e sarà avanzata la proposta della costituzione di un Osservatorio Trenitalia – Associazioni.
Venerdì vi aggiorneremo sull'esito dell'incontro.
Articolo tratto dal Corriere della Sera per il Veneto.
La Regione accusa le ferrovie di inadempienza contrattuale. Dalla contravvenzione rimborsi agli utenti
VENEZIA - La Regione accusa di inadempienza contrattuale Trenitalia e la multa per i disservizi agli utenti, primo fra tutti gli allungamenti dei tempi di percorrenza del trasporto ferroviario regionale. Per il solo periodo 14 dicembre 2008-12 marzo 2009, la Regione ha quantificato una sanzione di circa un milione 400 mila euro, e di oltre tre milioni 600 mila per l’intero 2008. L’assessore ai trasporti, Renato Chisso, ha reso noto oggi che, se i disservizi dovessero continuare a verificarsi, «abbiamo già calcolato che l’importo sanzionatorio complessivamente determinato su base annua sarà di oltre cinque milioni 484 mila euro».
Gli introiti della multa saranno restituiti agli utenti come indennizzo, sotto forma di sconti o bonus sugli abbonamenti ferroviari: a quelli settimanali e trimestrali sarà applicato uno sconto sul prezzo del 45%, sui mensili del 60% e del 14% sugli annuali; le riduzioni saranno attive dal prossimo mese di maggio fino ad ottobre e saranno applicate per due settimane sui settimanali e per due mesi sui mensili. Inoltre, agli abbonati ai servizi Eurostar con estensione regionale non verrà applicata per due mesi la prevista maggiorazione del costo nella misura del 5% dell’abbonamento standar; per quanto riguarda gli abbonamenti mensili treno più bus, lo sconto sarà determinato in base al chilometraggio.
«Le inadempienze contrattuali - ha detto Chisso - sono state valutate sia sulla base del sistema informatico Riace, sia in seguito ai controlli effettuati direttamente dalla Regione, anche come effetto delle circostanziate segnalazioni della clientela al numero verde regionale 800042822, appositamente istituito». «La multa deve essere un primo avvertimento», ha detto ancora l’assessore, anticipando che la Regione intende andare alla discussione del deposito cauzionale di Trenitalia «se il servizio non verrà svolto come da termini contrattuali». L’assessore ha escluso decisioni della Giunta per aumenti delle tariffe, nonostante una richesta in questo senso sia già stata avanzata da Trenitalia nel maggio dello scorso anno.
Sono ben sette anni che Trenitalia continua a pagare multe alla Regione per i disservizi che si accumulano quotidianamente sulle linee ferroviarie regionali. E' in questi sette anni il servizio certamente non è migliorato, anzi con l’aumento progressivo delle sanzioni si registra un aumento progressivo dei disservizi, aumento dei ritardi, del tempo di percorrenza dei tragitti e convogli sempre più affollati nelle ore di punta. Quindi non capiamo come l’Assessore Chisso si accontenti di incassare e ridistribuire la multa che alla fine si esaurisce con uno sconto sull’abbonamento dei pendolari. Nel merito Chisso potrebbe copiare da altre regioni che hanno contrattualizzato con Trenitalia il “bonus” automatico degli sconti, linea per linea e mese per mese, senza doverci subire il canto primaverile che l’assessore ha l’abitudine di intonare ogni anno, spesso in occasione delle campagne elettorali. E' eclatante che Chisso continui a dichiarare di stare dalla parte degli utenti, quando da anni la sua politica sul trasporto ferroviario ha sempre registrato gravi mancanze sia sul piano degli investimenti finanziari che su quello per un miglioramento qualitativo del servizio. Chisso dimentica che in attuazione della L.R. 25 del 1998, la Regione è l’unico soggetto competente nella gestione dei trasporti, quindi il continuo scarica barile nei confronti di Trenitalia è fuori luogo. Inoltre chiediamo all’assessore di rendere pubblico il piano dei miglioramenti delle ferrovie regionale, linea per linea. A Chisso non restano altri argomenti se non attaccare i consiglieri regionale e i comitati dei pendolari; qui nessuno sta strumentalizzando la questione, perchè non c’è nulla da strumentalizzare, c’è solo una triste realtà, quella di migliaia e migliaia di pendolari che quotidianamente devono lottare per raggiungere i luoghi di lavoro e di studio. Per questo chiedo a Chisso di modificare il suo atteggiamento e di confrontarsi con i comitati e le associazioni dei pendolari che martedì scorso come consiglieri regionali di maggioranza e minoranza abbiamo incontrato. Per uscire da questa situazione che annualmente si sta aggravando serve una unità di intenti e di forze che vanno al di là dell’appartenenza politica, tanto è vero che i comitati che si stanno organizzando sono formati da semplici utenti. Per affrontare la questione, questa settimana i consiglieri presenti all'incontro, tra i quali il vice capogruppo della Lega Nord Ciambetti, inoltreranno la richiesta di audizione alla seconda commissione consiliare con la presenza dell'assessore al fine di sollecitare la Giunta ad attuare nuove e concrete misure per il miglioramento del servizio.
Nicola Atalmi
Consigliere Regionale
Comunisti Italiani
Noi del Comitato Utenti Ferrovie Area Bassanese (Ufab) stiamo costituendo assieme agli altri Comitati Utenti del Veneto un COMITATO VIAGGIATORI PENDOLARI DEL VENETO che rappresenti, numeri alla mano, i cittadini abbonati a Trenitalia che quotidianamente utilizzano il treno nella nostra Regione come mezzo per recarsi al lavoro, a scuola e all'università. Il nostro obiettivo è quello di collegarci e coordinarci con tutti i Comitati del Veneto, raccogliere il maggior numero di adesioni di utenti, presentarci ufficialmente alla stampa e alle istituzioni per diventare un interlocutore rappresentativo e riconosciuto. Partecipare ai tavoli di negoziazione con Trenitalia e la Regione Veneto, portando le istanze e le proposte formulate da chi veramente utilizza il servizio ferroviario ogni giorno. Per questo ci stiamo contando e stiamo facendo una mappatura delle richieste e dei disservizi . Dai la tua adesione al COMITATO VIAGGIATORI PENDOLARI DEL VENETO scrivendo una mail a comitato@ufab.it indicando il tuo nome, cognome, la tratta che percorri abitualmente e le tue eventuali osservazioni. Riceverai via mail notizie e aggiornamenti sull'avanzamento di questo progetto di "cittadinanza consapevole" e su quanto riusciremo a fare per migliorare il servizio ferroviario. Informa tutte le persone che usano il treno in modo da aumentare la partecipazione. Qui trovi il volantino che stiamo distribuendo.
Quando andate a fare il biglietto, state MOLTO ATTENTI e controllate il biglietto che vi danno, perché se vi fosse un qualunque problema (data sbagliata, n°treno sbagliato, orario sbagliato, persino tragitto sbagliato) e non lo segnalate subito per avere il biglietto “giusto”, allora andate incontro a gravi pericoli di multa e conseguente rodimento di fegato, come è successo all’amico che ci ha mandato questa eloquente lettera. Siamo avvertiti: l’onere del controllo spetta a NOI. Ma allora qual è il valore aggiunto della biglietteria provvista di personale “umano” rispetto all’utilizzo di una emettitrice automatica? E inoltre, come si può pretendere da un semplice utente di conoscere informazioni (tipo le alternative di percorso o i numeri di treno) che possono conoscere solo gli addetti ai lavori?
Ecco quello che succede a non controllare (e bene!) il biglietto appena acquistato in biglietteria:
"In data 22 febbraio u.s. salivamo, alla stazione di Roma Termini, sull’Intercity plus n. 538 “Tirreno” diretti a Genova Brignole dopo alcuni giorni trascorsi nella Capitale. Al momento di sederci ci accorgevano che uno dei due posti di prima classe che avevamo riservato era occupato. Confrontati i biglietti con quelli dell’altro viaggiatore, ci rendevamo conto che alla biglietteria di Termini, all’atto di acquisto dei titoli di viaggio, avvenuto giovedì 19 febbraio 2009, alle ore 14.30, la sportellista sbagliava nell’indicare la data di validità dei biglietti stessi, rendendoli validi per quello stesso 19 febbraio, data della loro emissione, e non per il 22 febbraio, come avevamo richiesto.
Da notare che, al momento dell’acquisto, ci eravamo informati circa l’eventuale disponibilità della cd. “tariffa amica”, e ci era stato risposto che tale “beneficio” viene concesso, se disponibile, solo nelle 24 ore immediatamente precedenti la validità del biglietto (ed era quello il caso, evidentemente, visto che la partenza era prevista per il 22! – ndr), e che “gli amici non si trovano così facilmente, all’angolo della strada”. Divertente battuta di spirito.
Riponevo i biglietti nel portafoglio (avevamo fretta), controllando solo le destinazioni e l’orario, ma non la data di validità (è forse possibile confonderla con quella di emissione e quindi non rilevare eventuali errori? Domanda retorica).
Da parte nostra, dunque, nessun dubbio sull’aver richiesto la giusta data per i biglietti. Il discorso sulla “tariffa amica” lo conferma.
Al momento del ritorno, dunque, rilevato l’errore, ci recavamo immediatamente dal capotreno per regolarizzare la nostra posizione, ma ci veniva bruscamente risposto che dovevamo “rifare” il biglietto a bordo, oltre a dover pagare la prevista ammenda di 50 euro. Totale, 99 euro da corrispondersi immediatamente, da aggiungersi ai 49 già pagati per il biglietto ormai “inutile”. Il tutto per un ammontare complessivo di euro 148, a testa, per un viaggio di ritorno che ne vale 50. Utilizzando l’aereo avremmo speso meno.
Preferisco poi sorvolare, limitandomi ad un accenno, riguardo alla scortesia del personale di bordo, in particolare di un “controllore”, presente nella circostanza in aggiunta al capotreno, la cui reazione di maleducazione assoluta alle nostre rimostranze non appare giustificata in alcun caso, men che meno di fronte a comportamenti del tutto civili quali sono stati quelli dei sottoscritti. Un’autentica vergogna.
Inutili, dunque, le nostre rimostranze (ci è stato addirittura risposto che controllare la data di validità dei biglietti all’atto della loro emissione è un “dovere” del passeggero). Inutile, altresì, mostrare i biglietti di andata (per essere “in regola” agli occhi di Trenitalia avremmo dovuto partire il giorno 19 febbraio alle 15.45, solo 1h30 dopo il nostro arrivo!), come l’offerta di esibire le ricevute dell’hotel attestanti il nostro soggiorno.
“Dovere”, non certo del passeggero, dovrebbe essere emettere biglietti con la giusta data. Magari evitando battute di spirito. Faccio inoltre rilevare come la biglietteria, il giorno e l’ora di emissione dei biglietti in questione, fosse semideserta; non vi era, dunque, la confusione che può favorire –comunque non giustificandolo- un eventuale errore.
Il passeggero, pur onesto ed in assoluta buona fede, ancora una volta paga, e non poco, per una negligenza di altri (e non paga solo in termini di denaro, ma anche e soprattutto di disagio, “arrabbiature”, ecc.).
Non si fa nulla per cercare di rimediare ad un errore altrui, ma si aumenta anzi il “malessere” del viaggiatore, facendo di tutto per farlo sentire “reo” e “colpevole”.
Pur non facendoci alcuna illusione, inoltreremo reclamo ufficiale a Trenitalia attraverso le usuali vie, anche per l’episodio di maleducazione descritto, non giustificabile, come già detto, in alcun modo, aldilà di qualsivoglia problema che si presenti (specialmente a chi, in quel dato momento, per qualifica e grado gerarchico rappresenta l’azienda per cui lavora -pur avendo fatto presente anche tale concetto, ci veniva risposto che “io non sono l’azienda”).
L’intera vicenda meriterebbe anche l’esercizio di un’azione legale, ma purtroppo è noto come tali episodi rimangano “impuniti”, salvo rarissime eccezioni, date le conseguenze relativamente modeste (quantomeno in termini strettamente monetari) che comportano a carico di chi le subisce (a fronte dei tempi, costi ed incertezza di un’azione legale).
Al riguardo valuteremo anche il tono della risposta, se mai ce ne sarà una, da parte di Trenitalia.
Inoltre, debbo ancora precisare che, a seguito dell’episodio ut supra descritto, ho ricordato di avere assistito, in passato, ad episodi simili, sullo stesso treno e non solo, sempre a causa di errori nella data di validità dei biglietti emessi.
L’uso del treno viene, dunque, in ogni modo scoraggiato dal verificarsi di simili fatti (non credo davvero che quello descritto sia il solo ed il primo) e, da parte nostra, faremo in modo di non servirci del mezzo ferroviario per effettuare viaggi lunghi, a costo di affrontare una spesa maggiore (???).
Siamo, naturalmente, in possesso di tutti i titoli di viaggio, utilizzati e non, a riprova delle nostre affermazioni.”
Cos’altro aggiungere se non che, ancora una volta, Trenitalia ha perso un’occasione per usare un po’ di buon senso verso due passeggeri che, presumibilmente, ha perso e non riuscirà a riconquistare tanto facilmente. E questa sarebbe la politica per incoraggiare l’uso del treno, come Trenitalia a parole va dicendo un giorno sì e uno no? Ma mi faccia il piacere, direbbe il grande Totò. Tranne che da ridere, qui, c’è ben poco.
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09/09/2010 @ 8.34.17
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