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\\ Home Page : Storico : Dai Pendolari Liguri (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Quando andate a fare il biglietto, state MOLTO ATTENTI e controllate il biglietto che vi danno, perché se vi fosse un qualunque problema (data sbagliata, n°treno sbagliato, orario sbagliato, persino tragitto sbagliato) e non lo segnalate subito per avere il biglietto “giusto”, allora andate incontro a gravi pericoli di multa e conseguente rodimento di fegato, come è successo all’amico che ci ha mandato questa eloquente lettera. Siamo avvertiti: l’onere del controllo spetta a NOI. Ma allora qual è il valore aggiunto della biglietteria provvista di personale “umano” rispetto all’utilizzo di una emettitrice automatica? E inoltre, come si può pretendere da un semplice utente di conoscere informazioni (tipo le alternative di percorso o i numeri di treno) che possono conoscere solo gli addetti ai lavori?

Ecco quello che succede a non controllare (e bene!) il biglietto appena acquistato in biglietteria:

"In data 22 febbraio u.s. salivamo, alla stazione di Roma Termini, sull’Intercity plus n. 538 “Tirreno” diretti a Genova Brignole dopo alcuni giorni trascorsi nella Capitale. Al momento di sederci ci accorgevano che uno dei due posti di prima classe che avevamo riservato era occupato. Confrontati i biglietti con quelli dell’altro viaggiatore, ci rendevamo conto che alla biglietteria di Termini, all’atto di acquisto dei titoli di viaggio, avvenuto giovedì 19 febbraio 2009, alle ore 14.30, la sportellista sbagliava nell’indicare la data di validità dei biglietti stessi, rendendoli validi per quello stesso 19 febbraio, data della loro emissione, e non per il 22 febbraio, come avevamo richiesto.

Da notare che, al momento dell’acquisto, ci eravamo informati circa l’eventuale disponibilità della cd. “tariffa amica”, e ci era stato risposto che tale “beneficio” viene concesso, se disponibile, solo nelle 24 ore immediatamente precedenti la validità del biglietto (ed era quello il caso, evidentemente, visto che la partenza era prevista per il 22! – ndr), e che “gli amici non si trovano così facilmente, all’angolo della strada”. Divertente battuta di spirito.

Riponevo i biglietti nel portafoglio (avevamo fretta), controllando solo le destinazioni e l’orario, ma non la data di validità (è forse possibile confonderla con quella di emissione e quindi non rilevare eventuali errori? Domanda retorica).

Da parte nostra, dunque, nessun dubbio sull’aver richiesto la giusta data per i biglietti. Il discorso sulla “tariffa amica” lo conferma.

Al momento del ritorno, dunque, rilevato l’errore, ci recavamo immediatamente dal capotreno per regolarizzare la nostra posizione, ma ci veniva bruscamente risposto che dovevamo “rifare” il biglietto a bordo, oltre a dover pagare la prevista ammenda di 50 euro. Totale, 99 euro da corrispondersi immediatamente, da aggiungersi ai 49 già pagati per il biglietto ormai “inutile”. Il tutto per un ammontare complessivo di euro 148, a testa, per un viaggio di ritorno che ne vale 50. Utilizzando l’aereo avremmo speso meno.

Preferisco poi sorvolare, limitandomi ad un accenno, riguardo alla scortesia del personale di bordo, in particolare di un “controllore”, presente nella circostanza in aggiunta al capotreno, la cui reazione di maleducazione assoluta alle nostre rimostranze non appare giustificata in alcun caso, men che meno di fronte a comportamenti del tutto civili quali sono stati quelli dei sottoscritti. Un’autentica vergogna.

Inutili, dunque, le nostre rimostranze (ci è stato addirittura risposto che controllare la data di validità dei biglietti all’atto della loro emissione è un “dovere” del passeggero). Inutile, altresì, mostrare i biglietti di andata (per essere “in regola” agli occhi di Trenitalia avremmo dovuto partire il giorno 19 febbraio alle 15.45, solo 1h30 dopo il nostro arrivo!), come l’offerta di esibire le ricevute dell’hotel attestanti il nostro soggiorno.

“Dovere”, non certo del passeggero, dovrebbe essere emettere biglietti con la giusta data. Magari evitando battute di spirito. Faccio inoltre rilevare come la biglietteria, il giorno e l’ora di emissione dei biglietti in questione, fosse semideserta; non vi era, dunque, la confusione che può favorire –comunque non giustificandolo- un eventuale errore.

Il passeggero, pur onesto ed in assoluta buona fede, ancora una volta paga, e non poco, per una negligenza di altri (e non paga solo in termini di denaro, ma anche e soprattutto di disagio, “arrabbiature”, ecc.).

Non si fa nulla per cercare di rimediare ad un errore altrui, ma si aumenta anzi il “malessere” del viaggiatore, facendo di tutto per farlo sentire “reo” e “colpevole”.

Pur non facendoci alcuna illusione, inoltreremo reclamo ufficiale a Trenitalia attraverso le usuali vie, anche per l’episodio di maleducazione descritto, non giustificabile, come già detto, in alcun modo, aldilà di qualsivoglia problema che si presenti (specialmente a chi, in quel dato momento, per qualifica e grado gerarchico rappresenta l’azienda per cui lavora -pur avendo fatto presente anche tale concetto, ci veniva risposto che “io non sono l’azienda”).

L’intera vicenda meriterebbe anche l’esercizio di un’azione legale, ma purtroppo è noto come tali episodi rimangano “impuniti”, salvo rarissime eccezioni, date le conseguenze relativamente modeste (quantomeno in termini strettamente monetari) che comportano a carico di chi le subisce (a fronte dei tempi, costi ed incertezza di un’azione legale).

Al riguardo valuteremo anche il tono della risposta, se mai ce ne sarà una, da parte di Trenitalia.

Inoltre, debbo ancora precisare che, a seguito dell’episodio ut supra descritto, ho ricordato di avere assistito, in passato, ad episodi simili, sullo stesso treno e non solo, sempre a causa di errori nella data di validità dei biglietti emessi.

L’uso del treno viene, dunque, in ogni modo scoraggiato dal verificarsi di simili fatti (non credo davvero che quello descritto sia il solo ed il primo) e, da parte nostra, faremo in modo di non servirci del mezzo ferroviario per effettuare viaggi lunghi, a costo di affrontare una spesa maggiore (???).

Siamo, naturalmente, in possesso di tutti i titoli di viaggio, utilizzati e non, a riprova delle nostre affermazioni.”

Cos’altro aggiungere se non che, ancora una volta, Trenitalia ha perso un’occasione per usare un po’ di buon senso verso due passeggeri che, presumibilmente, ha perso e non riuscirà a riconquistare tanto facilmente. E questa sarebbe la politica per incoraggiare l’uso del treno, come Trenitalia a parole va dicendo un giorno sì e uno no? Ma mi faccia il piacere, direbbe il grande Totò. Tranne che da ridere, qui, c’è ben poco.
 
Stazione ferroviaria di Genova Brignole, 8.30 di mattina. La scena si ripete come ogni giorno, da un po’ di mesi oramai: folla sui binari, in attesa, e schermi pubblicitari che sparano a tutto volume inviti a vedere film, a comprare cibi e bevande, fotocamere e altri gadget.
Il fenomeno non è certo di quelli che passano inosservati, se non altro per la maleducazione con cui questi messaggi si insinuano nella quotidianità delle persone che, dal canto loro, vorrebbero solo prendere un treno in santa pace.

Eh no, troppo comodo! (mi sembra di sentire tuonare, dal suo mega-ufficio, Moretti, il Sommo Ingegnere), tu, che paghi già poco rispetto alle tariffe europee, vorresti anche viaggiare senza ulteriori fastidi (ritardi e soppressioni a parte, beninteso)? Vorresti poter sentire solo annunci di arrivi e partenze, e non qualche consiglio per gli acquisti? Eh no, caro, beccati sta merendina, cuccati questo film panettone!
 
Sono molti i pendolari che hanno scritto al Coordinamento per denunciare questo ennesimo disagio, e dopo aver fatto alcune ricerche presso Provincia e Comune, chiedendo chiarimenti ai rispettivi uffici Rumore, la conclusione è stata che solo le Ferrovie stesse possono effettuare controlli entro il perimetro della Stazione e decidere se i livelli sonori sono accettabili oppure no. Come dire, il controllato controlla se stesso e decide di conseguenza.
 
Fosse stato un normale esercizio pubblico, andavano l’Arpal o i vigili, ma sono le ferrovie, che diamine! Come dire, i panni sporchi si lavano in famiglia. Ma che detesivo utilizzino, questo è davvero un mistero.
 
Del resto, lo avevamo detto subito: quando apparvero le prime pubblicità “mute” dicemmo che erano inefficaci, non se le filava nessuno, e proponevamo di mettere almeno metà schermo dedicato agli orari, comodamente consultabili sui binari. Questo avrebbe a nostro avviso migliorato la percezione anche delle stesse pubblicità, che sarebbero state messe in relazione ad un servizio utile per i passeggeri. La risposta è stata invece quella di mettere il sonoro, e che sonoro, che risulta fastidioso per la stragrande maggioranza, con quali conseguenze per il gradimento della pubblicità lo lasciamo immaginare.
 
Resta il problema dell’inquinamento acustico, che a questo punto ci chiediamo come possa essere risolto, e se il disagio avvertito dalle persone non debba contare nulla nelle scelte che l’ente gestore delle ferrovie compie ogni giorno in completa autonomia.
 
Le stazioni perdono ogni giorno funzioni essenziali al trasporto pubblico e si trasformano sempre più in centri commerciali che impoveriscono, invece che arricchire di funzioni, gli spazi delle stazioni stesse.
Questo è un fatto molto grave, che contribuisce non poco al decadimento del trasporto pubblico nel suo complesso.
 
Cordiali saluti e, come sempre, buon viaggio!
 
Cari Amici,
archiviata la bella manifestazione di Roma, occorre al più presto passare ai fatti. I Contratti di Servizio sono in via di definizione, ma occorre fare molta attenzione in quanto sappiamo che Trenitalia farà sentire tutto il suo peso di monopolista, cercando di imporre a suo piacimento le regole che sarà chiamata a rispettare.

Moretti ripete che non si può andare sotto i sei anni di contratto per permettere adeguati investimenti, stanno chiedendo un corrispettivo a ore, ben sapendo che negli anni i tempi di percorrenza (a parità di numero di fermate) sono sempre aumentati, vogliono introiti tariffari su valori parametrici uguali in tutta Italia e, per di più un treno sarebbe considerato “puntuale” se solo avesse un ritardo inferiore agli 8 minuti!!!!

Vorrebbero inoltre penali simboliche da far pagare al più alle ditte in subappalto, che continuerebbero a fornire servizi scadenti fatti da personale sottopagato.

Le penali e i bonus ai pendolari sono in verità la bestia nera di Trenitalia, il suo spauracchio, tanto è vero che se le regioni ne vogliono introdurre di “veri” ossia di severi e pesanti, occorre pagare di più per il Contratto di Servizio: ma così facendo le penali cosa diventano, se non una partita di giro?

Questo è il motivo per cui Trenitalia sta chiedendo molto di più alle Regioni, al di là di tutte le ragioni accampate.

Per quanto riguarda le Regioni, quello che dovrebbero fare, e stanno facendo solo in piccola parte, è applicare alla lettera la L. 244/07 (Finanziaria 2008), che prevede che "in sede di stipula dei contratti di servizio gli enti locali sono tenuti ad applicare le seguenti disposizioni:
  • previsione dell'obbligo per il soggetto gestore di emanare una "Carta della qualità dei servizi", da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con le associazioni di tutela dei consumatori e con le associazioni imprenditoriali interessate, recante gli standard di qualità e di quantità relativi alle prestazioni erogate così come determinati nel contratto di servizio, nonché le modalità di accesso alle informazioni garantite, quelle per proporre reclamo e quelle per adire le vie conciliative e giudiziarie nonché le modalità di ristoro dell'utenza, in forma specifica o mediante restituzione totale o parziale del corrispettivo versato, in caso di inottemperanza;
  • consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori;
  • previsione che sia periodicamente verificata, con la partecipazione delle associazioni dei consumatori, l'adeguatezza dei parametri quantitativi e qualitativi del servizio erogato fissati nel contratto di servizio alle esigenze dell'utenza cui il servizio stesso si rivolge, ferma restando la possibilità per ogni singolo cittadino di presentare osservazioni e proposte in merito;"
Occorre ripartire dalla L.244, e darle finalmente piena applicazione. Lo chiediamo alle Regioni, perché diversamente ci si avvierebbe a soluzioni di compromesso che sarebbero gravemente lesive dei diritti dei pendolari.

Chiediamo anche che nel nuovo contratto di servizio vengano introdotti criteri e parametri che tengano finalmente conto del concetto di qualità del servizio visto dal punto di vista dell’utente, che è quello che a noi interessa maggiormente.

La piattaforma allegata (in bozza) si pone l’obiettivo di dare attuazione alla citata L. 244 e di avviare un costruttivo confronto con le Regioni e tutti i soggetti coinvolti, pendolari e consumatori in primis. Alleghiamo anche le linee guida del CdS adottate dalla regione Lombardia, che consideriamo condivisibili e un utile esempio anche per le altre Regioni.

Proponiamo la piattaforma all'attenzione dei pendolari e delle associazioni di consumatori invitando tutti ad esprimere osservazioni e proporre migliorie da apportarvi allo scopo di creare un documento che i vari coordinamenti possano autonomamente presentare alle proprie Regioni chiedendo di aprire subito un confronto in merito alla definizione del Contratto di Servizio.

L’invito è esteso a tutti i comitati di pendolari e le associazioni di consumatori che condividono i contenuti della piattaforma stessa.

Grazie anticipatamente a quanti vorranno contribuire con proposte e suggerimenti: è urgente muoversi su questo fronte per non arrivare a giochi già fatti.
 
Non bastavano le supermulte, in grado di lievitare fino a 200 euro e più in pochi giorni: ora per chi non paga in fretta scatta la cartella esattoriale e tanti saluti.

Sulla Gazzetta Ufficiale numero 34 dell’11 febbraio 2009 il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanza, del 16 gennaio 2009, autorizza Trenitalia alla riscossione coattiva, mediante l’iscrizione a ruolo, dei crediti derivanti dalla constatazione di irregolarità di viaggio a bordo dei propri treni e dalle previste sanzioni da comminare ai trasgressori.

Con questo nuovo “strumento” le Ferrovie, con la “collaborazione” di Equitalia, “contano di arginare ancora ulteriorente il problema dell’evasione, che grazie a un’attenta campagna condotta da Trenitalia si è ridotto negli ultimi due anni intorno al 2.5%.”

Il provvedimento permetterà a Trenitalia di recuperare i crediti relativi ai mancati pagamenti delle multe elevate ai viaggiatori senza biglietto e avrà valore retroattivo per tutte le multe già effettuate.

In questo contesto, il Gruppo Ferrovie dello Stato ricorda che i biglietti ferroviari devono essere acquistati prima di salire a bordo e convalidati prima della partenza, ad eccezione di quelli con prenotazione obbligatoria (AV, Eurostar, Intercity Plus), che non richiedono vidimazione.

Benissimo: ma come la mettiamo con la difficoltà crescente di acquistare e anche di vidimare i biglietti, dato che:
  • Sono sempre di più le biglietterie chiuse
  • Sono sempre tantissime le emettitrici guaste e quelle funzionanti sono spesso difficili da usare
  • Sono tante anche le obliteratrici non funzionanti
  • Non tutti usano Internet o ne possono disporre al momento della necessità
  • Non sempre vi sono punti vendita aperti specie in certi orari (notturni) e giorni (festivi)
Ancora una volta Trenitalia si adopera contro i suoi stessi utenti e non fa nulla per coloro che si trovano nelle reali difficoltà di cui sopra. Invece che trovare soluzioni concrete preferisce proseguire con la linea delle grida manzoniane che sono tanto più roboanti quanto inefficaci, e servono solo ad approfondire il solco con gli utenti, che sono le vere vittime dei tanti disservizi delle ferrovie. E lo Stato, azionista di riferimento di Trenitalia, che fa? Avvalla questa scelta sciagurata? Chiediamo che tale provvedimento venga al più presto revocato: oppure vogliamo arrivare al pignoramento dei mobili per pagare una multa, magari ingiustificata?

Chiediamo ai nostri rappresentanti al Governo ed in Parlamento che si facciano promotori dell’abrogazione di questo decreto vessatorio e iniquo, e che le sanzioni pagate (non tramite cartelle esattoriali) vengano destinate al miglioramento della rete di vendita dei titoli di viaggio.

Cordiali saluti e, come sempre, buon viaggio!
 
Pioggia? Vento? Noi pendolari siamo abituati a ben altri disagi, e nonostante il tempo atmosferico non fosse clemente, la manifestazione si è svolta come da programma di fronte a Montecitorio.
Giovedì 5 febbraio ci siamo ritrovati in tanti, provenienti da diverse regioni d’Italia, tutti uniti per dire no allo smantellamento del trasporto ferroviario regionale, no ai treni carretta dove viaggia il 95% dei passeggeri, no alla separazione tra lunga percorrenza e trasporto regionale; si all’integrazione di tutti i mezzi di trasporto pubblico, alla semplificazione tariffaria, alla diminuzione dei tempi di percorrenza e al rinnovo urgente del parco rotabile.

La giornata è iniziata all’alba per i molti pendolari che dalla Liguria, dal Piemonte, dalla Toscana, dall’Umbria, dalle Marche e dal Lazio si sono mossi alla volta della Capitale. Noi della Liguria, con i colleghi del Piemonte abbiamo fatto il viaggio insieme ai rappresentanti dei Consumatori e all’assessore Vesco che, non appena giunto nella stazione di Roma Termini ha srotolato un lungo striscione dove campeggiava la scritta: “Governo Berlusconi: più risorse per il trasporto ferroviario regionale”.

Arrivati a piazza Montecitorio, abbiamo allestito il presidio insieme ai colleghi delle altre regioni a loro volta dotati di striscioni, cartelli e megafoni. Presenti al presidio con tanto di gonfalone anche diverse amministrazioni provinciali e comunali, gomito a gomito con i pendolari armati di fischietto e campanacci: istituzioni più composte certo ma non meno determinate a richiedere risorse per il trasporto pubblico.
Sono state numerose anche le attestazioni di solidarietà giunte alla manifestazione: Legambiente ha partecipato con una delegazione, altri come il sindacato di base dei ferrovieri hanno inviato per e-mail la loro adesione. Presenti sul posto anche i vertici nazionali di associazioni di Consumatori quali Federconsumatori ed Assoutenti, nonché personalità del mondo della politica e del sindacato.

Un primo risultato è stato l’incontro dei manifestanti con alcuni rappresentanti della Commissione Trasporti della Camera. Gli on.li Mario Lovelli e MarioTullo (PD) e Sandro Biasotti (PDL) hanno informato i presenti circa l’approvazione di tre distinte mozioni che chiedono al Governo di adoperarsi perché vengano, almeno, mantenute le risorse previste per i Contratti di servizio, perché l’Alta velocità non significhi il peggioramento del trasporto regionale e perché non vengano ulteriormente tagliate le tracce dei treni locali negli anni futuri.

A dare manforte all’Ass. Vesco era presente “sulle barricate” anche l’Ass. ai Trasporti della Regione Piemonte, Daniele Borioli, che ha sottolineato come sia urgente procedere al riparto delle risorse tra le varie regioni. Anche per Vesco è urgente conoscere l’esatto ammontare delle disponibilità finanziarie per poter procedere alla definizione dei Contratti di Servizio che sono scaduti da più di un anno e in carenza dei quali non vi è certezza sul mantenimento degli attuali livelli, già alquanto scarsi. Le risorse stanziate sono, è vero, insufficienti rispetto alle richieste, però si proceda almeno ad un riparto veloce tra le regioni, che hanno da tempo quantificato le loro richieste.

Circa il problema dell’acquisto dei nuovi rotabili, abbiamo avuto notizia dell’avvenuta presentazione di un disegno di legge (firmatari: Meta, Lovelli, Velo, Tullo, Boffa, Bonavitacola, Carra E., Fiano, Merlo G., Sarubbi, Martino, Trappolino, Ceccuzzi) che ha lo scopo di finanziare i famosi “1000 treni” mai realmente messi in programma nonostante le promesse dei Governi di ogni colore. Se si pensa poi che occorrono tre anni dall’ordine alla consegna del treno, appare chiaro che occorre anche in questo caso agire con una estrema urgenza. Se non temessimo di apparire irrispettosi delle procedure legislative, non esiteremmo a richiedere, per questo motivo, l’utilizzo del decreto legge: ci pare che in questo caso, come e più di tanti altri, i motivi dell’urgenza sussistano eccome!

Una delegazione di pendolari e consumatori, guidata dall’Ass. Vesco, ha poi incontrato anche il presidente della commissione Trasporti del Senato, Luigi Grillo, al quale è stata consegnata la piattaforma rivendicativa della manifestazione e una copia del “Libro nero delle ferrovie”, il dossier recentemente realizzato grazie alla collaborazione di numerosi comitati di pendolari. L’auspicio è che la lettura di questo dossier possa costituire un utile punto di partenza per le decisioni che il Governo dovrà assumere, speriamo presto, in tema di trasporto pubblico.

La manifestazione è stata un successo: tante persone, sacrificando un giorno di ferie e a loro spese si sono recate fino a Roma per chiedere il rispetto di quello che è un loro diritto, ossia una mobilità degna di un Paese civile. Manifestanti e gonfaloni, cittadini e istituzioni per una volta insieme a richiedere non privilegi, non vantaggi di casta o di categoria, ma il rispetto di quello che una volta si sarebbe chiamato un patto sociale, e la difesa di un servizio pubblico che, come tanti altri in questi ultimi anni, non si è mai smesso di demolire, svilire, depauperare. Un bell’esempio di impegno civile, prezioso in questi tempi cupi dove a dominare è l’egoismo e il particolarismo.

E’ stato davvero un bel segnale: chiaro, pulito, come i visi dei nostri colleghi costretti a viaggiare su carrette indecorose, senza informazioni, senza assistenza: vite sospese tra un treno in ritardo e uno che non arriva, costrette a rinunciare a ore e ore di vita e di lavoro macinate nei ritardi, nelle soppressioni, nei disagi continui di cui Trenitalia si “scusa per il disagio”, non sapendo di alimentare, così facendo un risentimento ancora più esacerbato.

E ora, in attesa di vedere se le promesse si realizzeranno davvero, che fare, come proseguire nella nostra azione di stimolo e di controllo, di denuncia ma anche di proposta? Intanto mi pare importantissimo continuare a fare rete, tutti insieme, troviamo le forme, troviamo i modi, cerchiamo di diffondere intanto il nostro lavoro, il “Libro Nero delle Ferrovie”, stampiamone una copia e doniamolo ai nostri sindaci, ai nostri consiglieri regionali, agli assessori e deputati: chiediamo di discutere, magari in pubbliche assemblee, dei problemi dei pendolari, cerchiamo di fare opinione e chiediamo che il problema sa messo al centro dell’azione amministrativa, locale e centrale.

Diffondiamo anche presso i media le notizie di quanto facciamo, creiamo opinione e cerchiamo il consenso intorno ai temi del trasporto pubblico: già il fatto di diffondere i dati del disastro, mettere in guardia sulle conseguenze nefaste di un crollo del servizio pubblico è una cosa essenziale, che deve vederci tutti protagonisti in prima persona.

Teniamoci in contatto, scambiamoci idee per azioni fattibili contemporaneamente in tante diverse realtà, per dare un significato più ampio a rivendicazioni che si cerca sistematicamente di minimizzare, di regionalizzare, di ridurre alla dimensione di protesta di comitato e quasi di quartiere. La questione del trasporto pubblico regionale (e interregionale) deve diventare, sempre di più, una questione nazionale: accanto agli altri grandi temi del lavoro, dello stato sociale (di cui è parte integrante) della sanità, della scuola.

Un caro saluto e, come sempre, buon viaggio!
 
Fino ad oggi alla cura del ferro sono andate solo le briciole: il risultato? Trasporto ferroviario anemico e ultimamente in forte debito di ossigeno! Mancano adeguate risorse per chiudere i nuovi contratti di servizio e soprattutto per l'acquisto di nuovi rotabili. Investire nelle infrastrutture ferroviarie può essere inoltre una grande occasione di rilancio economico e per creare nuova occupazione, per una economia fondata sulla produttività del lavoro.
 
La Regione Liguria ha lanciato l'idea di una manifestazione aperta a Enti, Comitati e Associazioni per chiedere al Governo impegni concreti in favore del trasporto pubblico locale e dei suoi utenti : vieni anche tu, e diffondi la notizia!!!
 
5 febbraio - Ore 12.00, piazza Montecitorio, Roma
 
Di ComitatoUFAB (del 01/02/2009 @ 19:34:43, in Dai Pendolari Liguri, linkato 277 volte)
Cari Amici e Colleghi,
come sapete venerdì scorso a Milano abbiamo presentato il "libro nero delle ferrovie", che molti di voi hanno contribuito ad arricchire con dati, episodi, fotografie, testimonianze e osservazioni. Domani, lunedì 2 febbraio, verrà presentato a Genova, presenti media e autorità locali, associazioni, cittadini.
 
L'auspicio è che queste iniziative si ripetano in tante città italiane, dovunque esista un comitato di pendolari o comunque un interesse a far sì che il TPL sia messo al centro del programma di Governo.
 
Questo documento non vuol essere solo una fotografia, statica per quanto esaustiva: esso mira a raggiungere una vita propria, aggiornandosi continuamente ed arricchendosi di dati e testimonianze che tutti siamo chiamati a fornire.
 
L'idea è di pubblicare il tutto su wikipedia così da aprire al massimo l'opera a quanti vorranno contribuire al suo mantenimento.
 
Per il momento allego il link da dove potete scaricare il dossier e pubblicarlo sui vostri siti, diffondendolo quanto più possibile...
http://groups.google.it/group/pendolari-liguri/web/Rapporto%20Pendolari%2008.pdf
 
Ancora grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato, faticoso certo ma davvero importante e che sta avendo un buon riscontro mediatico. Teniamo viva l'attenzione sui nostri problemi, è il solo modo per far sì che scaturiscano fattivi impegni da parte di chi ha un potere decisionale sulla questione dei trasporti.
 
Cordiali saluti,
 
Dopo quasi un anno di lavoro è stato finalmente presentato alla stampa e al pubblico il dossier sullo stato del pendolarismo in Italia. Quasi 150 pagine di dati, osservazioni, esempi di problemi e disservizi, oltre che di documenti ufficiali e, non ultime, proposte per avviare un processo di concreto miglioramento del servizio.

Un lavoro corale, frutto della collaborazione di decine di comitati di pendolari sparsi in tutta Italia e che si sono uniti nel comune sforzo di fare emergere una realtà tanto importante quanto disconosciuta e bistrattata.

L’iniziativa, che si è tenuta presso la Casa della Cultura di Milano, è stata organizzata da Federconsumatori che ha sin dall’inizio appoggiato il progetto e contribuito attivamente alla sua realizzazione.

 L’incontro, cui erano stati invitati Governo, Regione Lombardia, Trenitalia  e tutti i rappresentanti delle forse politiche, ha visto la partecipazione degli onorevoli Mario Tullo e Mario Lovelli del Partito Democratico, membri della Commissione Trasporti della Camera; di Giorgio Povegliano, esponente per i Trasporti del Governo Ombra del Partito Democratico; di Giancarlo Laguzzi, direttore della divisione passeggeri di Trenitalia, presente con una nutrita rappresentanza dell’Azienda ferroviaria. Presenti inoltre molti esponenti di Associazioni e Comitati di Pendolari provenienti dal Nord ma anche dal Sud Italia, come testimonia la presenza di un comitato palermitano: vi erano tra gli altri Giorgio Dahò, dei Pendolari Lombardi, Ettore Fittavolini, dei Pendolari Piacentini, Fabio Petrocchi dei Pendolari Piemontesi. Molti altri comitati impossibilitati a presenziare hanno mandato i loro saluti e il plauso all'iniziativa. Presenti i rappresentanti di Federconsumatori Emilia Romagna, Beppe Poli, della Liguria, Carmela Minniti, e del Piemonte, Giovanni Dei Giudici e inoltre una nutrita rappresentanza di esponenti del sindacato dei ferrovieri.

 Giacinto Brighenti, presidente lombardo di Federconsumatori, ha fatto gli onori di casa e introdotto la presentazione del lavoro fatta dal Vicepresidente Nazionale, Sergio Veroli, che bene ha inquadrato le problematiche caratterizzanti il trasporto ferroviario: carenza di risorse e rimpallo di responsabilità tra enti locali, governo, gestore del servizio. In mezzo stanno come sempre gli utenti, che sono gli unici a subire le conseguenze di questa incapacità organizzativa e della mancanza di una reale volontà politica di affrontare in modo serio la questione dei pendolari.

Sonia Zarino, tra i curatori della ricerca, ha avuto il compito di illustrare il dossier mettendo in evidenza le maggiori criticità riscontrate dai pendolari (ritardi, carenze igieniche, soppressioni, tempi di percorrenza, giungla tariffaria, decadenza della sinergia tra treni regionali e di lunga percorrenza…), così come le molte e variegate proposte per avviare un processo di miglioramento del servizio: dall’istituzione di authority regionali alla semplificazione tariffaria, dall’acquisto di nuovi rotabili ad una efficace progettazione dell’orario, dalla riduzione dei tempi di percorrenza alla semplificazione delle possibilità di acquisto del biglietto…e molte altre ancora che si possono leggere nel dossier.

L’on. Lovelli ha fatto un interveto illustrando le recenti attività della Commissione Trasporti, che ha visto la recente audizione di Trenitalia sul nuovo Contratto di Servizio. Gli on.li Tullo e Lovelli, dopo aver attentamente ascoltato le relazioni illustrative del dossier, hanno invitato Pendolari e Consumatori ad una prossima audizione presso la Commissione Trasporti, che verrà al più presto calendarizzata.

Ettore Fittavolini ha messo in evidenza la situazione sempre più difficile del trasporto regionale, caratterizzato da aumenti ingiustificati di tariffa e penalizzazioni orarie, che vedono tempi di percorrenza sempre più dilatati.

Giancarlo Laguzzi ha illustrato il documento presentato in sede di audizione presso la Commissione Trasporti prendendo le difese dell’AV ammettendo però che il servizio ferroviario è in grado di “reggersi” commercialmente solo su certe tratte (una netta minoranza) mentre la grande maggioranza della rete italiana necessita il sostegno dello Stato e degli Enti Locali per potersi mantenere. Tende anche una mano ai pendolari quando afferma che è grazie all’attivismo dei comitati se le problematiche delle ferrovie sono ora sotto i riflettori, e anche il recente stanziamento di risorse contenute nel decreto anti-crisi è probabilmente, in parte, il frutto di quella mobilitazione.

Giorgio Povegliano ha posto con urgenza la questione dell’utilizzo delle risorse stanziate proponendo quali priorità la risoluzione del problema dei nodi ferroviari, l’acquisto di nuovi treni e il riequilibrio della quota di risorse da destinare al ferro rispetto a quella da destinare alla gomma. Sulla liberalizzazione, sì ad una leale apertura a competizioni che siano vantaggiose per il pubblico, ma no ad una privatizzazione del servizio.

Ha annunciato inoltre che il 10 marzo, organizzata dal Partito Democratico, si terrà a Roma una Conferenza Nazionale sul Trasporto, e alla quale sono invitati anche i Pendolari e le Associazioni di Consumatori. Il PD aderisce infine anche alla manifestazione indetta per il 5 febbraio a Roma per testimoniare l’impegno in favore del trasporto pubblico e nei confronti dei pendolari.

Il dossier verrà presentato a Genova lunedì 2 febbraio alle ore 11.00 presso la Provincia di Genova, verrà quindi pubblicato sul sito di Federconsumatori e sul blog del Pendolari Liguri, liberamente scaricabile e pubblicabile (previa citazione delle fonti), con l’auspicio di ottenere la massima diffusione tra i comitati di pendolari e quanti hanno a cuore la risoluzione delle problematiche del TPL.
 
Dopo le penalizzazioni delle tracce orarie dei regionali causati dall'ingresso dell'AV, gli aumenti degli abbonamenti IC, la fine dell'integrazione tra treni regionali e di lunga percorrenza, ecco un'altra bella (si fa per dire) sorpresa targata Trenitalia: l'aumento di circa il 10% degli abbonamenti sovraregionali.
Come si sa, la tariffa sovraregionale è da tempo nel mirino di Trenitalia perchè considerata troppo "conveniente": a volte conviene (ormai, conveniva?) persino fare l'abbonamento partendo dalla prima stazione fuori della propria regione, perchè con la tariffa sovraregionale si paga (o, forse, si pagava) di meno rispetto alla tariffa regionale.

Trenitalia ha deciso di ridurre fino ad azzerare questo piccolo ma importante vantaggio, retaggio della defunta tariffa nazionale, e già nel 2007 aveva chiesto un aumento secco del 30% per questa tariffa, aumento che, a seguito di un accordo sottoscritto in sede di Conferenza delle Regioni si decise di spalmare su 3 anni. Questo che sta arrivando dovrebbe essere quindi la terza tranche di quell'aumento.
 
Certo, se nel frattempo si fosse dimostrato di utilizzare quei denari in più per migliorare il servizio regionale ed interregionale, forse ci sarebbe maggiore disponibilità ad accettare questo ennesimo aumento: ma nella attuali condizioni, è davvero difficile da digerire. Il servizio è, se non da orario, ridotto nei fatti: le soppressioni rendono, specie su certe tratte, persino incerto l'arrivo del treno. Chi ha i dati dovrebbe mostrarli e denunciare la situazione, non è accettabile passare sopra a mancanze di una tale gravità.
 
Le nostre linee sono sempre più disastrate e fatiscenti, mentre si ha il coraggio di dire che grazie all'AV il Paese è più moderno ed avanzato...e allora perchè il PIL cala? Non è solo perchè c'è la congiuntura, anche prima eravamo agli ultimi posti. Il PIL cala perchè non si ha la minima nozione di come realmente si sostiene una economia: non di certo concentrando gli sforzi su pochi costosissimi progetti, mentre l'effetto moltiplicatore lo si ottiene piuttosto innervando tutto il territorio di infrastrutture non necessariamente faraoniche, ma sufficienti per fare arrivare ossigeno a tutti i tessuti produttivi.
 
Noi in Italia facciamo esattamente il contrario: deprediamo i tanti per favorire i pochi, anzi i pochissimi: e questo hanno il coraggio di chiamarlo progresso. Un famoso capitalista come H.Ford diceva esattamente il contrario, ossia che c'è vero progresso solo quando è per tutti e io sono d'accordo con questa affermazione.
 
Non ci sembra giusto, pertanto che tali aumenti vengano messi in atto, poichè troppe sono state negli ultimi tempi le tegole che si sono abbattute sui pendolari e sugli utenti del TPL: chiediamo per questi aumenti una ulteriore proroga di almeno un anno. Che il Governo, proprietario al 100% di Trenitalia, si faccia carico di questa misura volta ad alleggerire almeno in minima parte le casse dei pendolari e le Regioni portino avanti questa richiesta, motivata dalle tante novità negative che hanno caratterizzato il TPL negli ultimi mesi. Questi aumenti non sono giustificati da nulla, e in specie da miglioramenti del servizio che non si sono verificati, ad onta delle promesse fatte a suo tempo.
 
Anche per questo è importante fare sentire la nostra voce e portare la propria testimonianza di presenza e di iniziative.
 
Di ComitatoUFAB (del 09/01/2009 @ 21:27:01, in Dai Pendolari Liguri, linkato 173 volte)
I disservizi verificatisi in questi giorni di maltempo sulle linee ferroviarie della Liguria sono una ennesima testimonianza della carenza organizzativa  e strutturale in cui versa il servizio. Proprio quando sarebbe stato più necessario offrire alternative al mezzo privato, con la scusa del maltempo si sono soppresse corse ed effettuate limitazioni. Il maltempo era ampiamente previsto, quindi in teoria si sarebbero potute predisporre adeguate contromisure, perché allora non si è provveduto in tal senso? Trenitalia e RFI hanno come sempre gestito l’emergenza decidendo autonomamente come assicurare il servizio, e come sempre il risultato è stato quello di penalizzare l’utenza. Ritardi, soppressioni, marciapiedi resi pericolosi da neve non spalata, informazioni intempestive.

Unanime quindi il coro di proteste da parte di utenti e pendolari, che hanno subito notevoli disagi non sempre così inevitabili. Il nostro blog ne è la dimostrazione.

Proprio per questo stupiscono, e non poco, le dichiarazioni fatte da esponenti politici del centrodestra che prendono a pretesto questa situazione utilizzandola  in chiave politica per attaccare la Regione Liguria e un comitato di pendolari, il nostro, che da anni si batte per i diritti degli utenti.

Un comitato che è sempre stato aperto a tutte le istanze e ha collaborato con chiunque volesse davvero, e non a parole o in modo strumentale,  impegnarsi per il miglioramento delle cose.

Che ha partecipato a incontri, dibattiti, iniziative in tutta Italia, promosso eventi e lanciato sondaggi cui tutti erano chiamati a esprimere la loro opinione.

Abbiamo collaborato con la Regione individuandola quale soggetto responsabile del TPL, e abbiamo dimostrato che il dialogo paziente, gli incontri, l’elaborazione di progetti possono davvero dare dei risultati. Forse è questo che dà un po’ fastidio, ce ne dispiace. La Regione ha preso coscienza del problema e se ne sta facendo carico, i bonus prima e i 600.000 euro per la Carta Tutto treno lo dimostrano.

Il vero problema è che Trenitalia è completamente fuori controllo, e decide autonomamente facendo il bello e il cattivo tempo, senza preoccuparsi di informare né la Regione, né gli utenti delle decisioni che prende in base alle sue convenienze (la decurtazione di carrozze dell’IC 504 lo dimostra). Solo il Governo può chiedere a quella che è una sua azienda (partecipata al 100% dal Ministero del Tesoro) di comportarsi diversamente.

Se la mobilità è una questione sociale, come da anni andiamo ripetendo, la si affronti con questo punto di vista, ma senza demagogia. Il Governo e quindi  Berlusconi, attualmente,  mettano i soldi e le Regioni bandiscano le gare per scegliere soggetti affidabili, con tutte le garanzie necessarie. Si facciano le Authority per regolare i rapporti tra aziende e uniformare standard, orari, tariffe, ecc. perché solo attraverso l’effetto rete si potranno aumentare le prestazioni del sistema senza cadere nella frammentazione e negli sprechi.

Sono cose che, noi, diciamo da anni, a tutti coloro che vogliono sentire, di destra come di sinistra.

Quanto alla carta Tutto Treno, che abbiamo ottenuto grazie alle risorse aggiuntive messe a disposizione dalla Regione, la riteniamo un grande passo avanti rispetto alle prime ipotesi avanzate dalla stessa Trenitalia, che andavano dal dover fare due abbonamenti a pagare fino al 70% in più al mese per usare sia regionali, sia IC ed ES. C’è comunque un aumento per chi usa regionali e IC (mentre chi usa solo regionali non ha subito, almeno per ora, aumenti), ed è ingiustificato dal servizio reso, lo abbiamo detto anche noi, ma intanto abbiamo ottenuto un notevole miglioramento delle condizioni che Trenitalia avrebbe potuto comunque imporre, data la sua autonomia decisionale per quel che riguarda la lunga percorrenza. La Regione si è fatta carico di un problema che in realtà competeva allo Stato, e quindi all’attuale Governo, dato che ha messo risorse per pagare un servizio “commerciale”, in teoria non di competenza della Regione.

Mi auguro che con la stessa forza con cui si attacca la Regione ci si rivolga al Governo per chiedere risorse e mettere i pendolari in condizioni di viaggiare in modo decente, quindi più saremo a chiederlo, meglio sarà.
 
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